Area RETI — Reti e sicurezza di rete
Protocolli TCP/IP, DNS, HTTP/HTTPS, routing, firewall, VPN, crittografia applicata alle reti, architetture di rete PA.
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Domande del paniere
Una sottorete con maschera /28 offre quanti indirizzi host utilizzabili?
Spiegazione
✅ C (14). /28 = 28 bit di rete, 4 bit per gli host. 2^4 = 16 indirizzi totali. Host utilizzabili = 16 - 2 (network address + broadcast) = 14. ❌ A (30): sarebbe /27 (5 bit host, 2^5-2=30). ❌ B (16): è il totale inclusi network e broadcast. ❌ D (8): sarebbe /29 (3 bit host, 2^3-2=6) — 8 non corrisponde a nessuna subnet comune.
IPv6 rispetto a IPv4 introduce, tra le altre cose:
Spiegazione
✅ B. IPv6: 128 bit (vs 32 IPv4), header semplificato (no checksum, no frammentazione nei router), SLAAC per autoconfigurazione senza DHCP, multicast nativo. NAT NON è necessario grazie all'enorme spazio di indirizzamento. ❌ A: 64 bit non è IPv6. ❌ C: IPv6 elimina la necessità di NAT (non lo rende obbligatorio). ❌ D: l'header IPv6 è fisso a 40 byte (più grande di IPv4), ma più semplice.
SSH (Secure Shell) rispetto a Telnet:
Spiegazione
✅ B. SSH cifra l'intera sessione (negoziazione, autenticazione, comandi, output). Telnet trasmette tutto in chiaro, incluse le password → inaccettabile su reti non fidate. ❌ A: SSH usa cifratura che aggiunge overhead ma non compressione obbligatoria. ❌ C: SSH usa porta 22; Telnet usa porta 23 (invertiti nella risposta). ❌ D: SSH supporta nativamente l'autenticazione con chiave pubblica (è una delle sue principali caratteristiche).
Un attacco CSRF (Cross-Site Request Forgery) si verifica quando:
Spiegazione
✅ B. CSRF: l'utente è autenticato su sito-legittimo.it; un sito malevolo contiene una richiesta automatica verso sito-legittimo.it che viene eseguita con la sessione/cookie dell'utente. La prevenzione è il CSRF token (valore casuale nel form verificato lato server). ❌ A: è XSS. ❌ C: è man-in-the-middle. ❌ D: è command injection / OS injection.
Un attacco Man-in-the-Middle (MitM) è mitigato principalmente da:
Spiegazione
✅ B. MitM: l'attaccante si interpone tra client e server. TLS con verifica del certificato (catena di fiducia) rende impraticabile l'intercettazione senza che il client veda un warning. HSTS forza HTTPS. Certificate pinning associa il certificato atteso all'applicazione. ❌ A: il firewall filtra il traffico ma non autentica l'identità del server. ❌ C: l'antivirus non previene MitM a livello di rete. ❌ D: il rate limiting limita gli abusi ma non protegge dall'intercettazione.
Un Web Application Firewall (WAF) protegge principalmente da:
Spiegazione
✅ B. Il WAF analizza il traffico HTTP/HTTPS e blocca richieste che corrispondono a pattern di attacchi web noti (OWASP Top 10). Opera a livello applicativo (L7). ❌ A: gli attacchi DDoS volumetrici sono mitigati da CDN, scrubbing center, BGP blackholing — non dal WAF. ❌ C: le vulnerabilità OS sono coperte da patch management e IDS/IPS a livello OS. ❌ D: la sicurezza fisica è separata dalla sicurezza applicativa.
Il protocollo DNSSEC aggiunge al DNS:
Spiegazione
✅ B. DNSSEC firma crittograficamente i record DNS con la chiave privata della zona. Il resolver verifica le firme usando la chiave pubblica → autentica l'origine e garantisce integrità (nessuna manomissione). NON cifra il contenuto (per cifratura: DNS over HTTPS o DNS over TLS). ❌ A: DNSSEC non cifra le query. ❌ C: DNSSEC non autentica gli utenti. ❌ D: il caching è funzione del DNS resolver, non di DNSSEC.
Il principio «zero trust» in sicurezza informatica si basa sull'assunzione che:
Spiegazione
✅ B. Zero Trust: «never trust, always verify». Anche un utente dentro la rete aziendale deve autenticarsi e autorizzarsi per ogni risorsa. Contesto (device, location, orario) è sempre valutato. ❌ A: il modello tradizionale «castle and moat» (fiducia implicita interna) è esattamente ciò che Zero Trust supera. ❌ C: Zero Trust si applica sia agli accessi interni sia esterni. ❌ D: il perimetro da solo non è sufficiente (lateral movement, insider threat).
Il protocollo OSPF (Open Shortest Path First) è un protocollo di routing:
Spiegazione
OSPF è un protocollo IGP (Interior Gateway Protocol) di tipo link-state: ogni router costruisce una mappa topologica completa della rete e calcola il percorso più breve con l'algoritmo di Dijkstra.
BGP (Border Gateway Protocol) viene usato principalmente per:
Spiegazione
BGP è il protocollo EGP (Exterior Gateway Protocol) che gestisce il routing tra Autonomous System (AS) su Internet. I router degli ISP usano BGP per scambiarsi le tabelle di routing globali.
In IPv6, gli indirizzi sono lunghi:
Spiegazione
Gli indirizzi IPv6 sono di 128 bit (vs 32 bit di IPv4), scritti come 8 gruppi di 4 cifre esadecimali separati da ':'. Permette circa 3.4×10^38 indirizzi distinti.
Una VLAN (Virtual LAN) permette di:
Spiegazione
Le VLAN segmentano a livello logico (layer 2) una rete fisica in più broadcast domain separati, migliorando sicurezza e gestione. Il traffico inter-VLAN richiede routing (router o switch L3).
SDN (Software Defined Networking) separa:
Spiegazione
SDN disaccoppia il control plane (decisioni di routing, su un controller centralizzato software) dal data plane (forwarding dei pacchetti negli switch). Permette programmabilità e gestione centralizzata della rete.
Cos'è un attacco 'man-in-the-middle' (MitM)?
Spiegazione
In un attacco MitM, l'attaccante si posiziona tra A e B, intercettando il canale di comunicazione. Può leggere (sniffing) e/o modificare (tampering) i dati. Contromisure: TLS con pinning, HSTS, autenticazione mutua.
Il protocollo HTTPS usa TLS per garantire:
Spiegazione
TLS garantisce: autenticazione (verifica del certificato server), confidenzialità (cifratura simmetrica), integrità (MAC/HMAC). Tutte e tre le proprietà insieme.
Il QoS (Quality of Service) in una rete serve principalmente a:
Spiegazione
QoS classifica il traffico e garantisce risorse (banda, latenza, jitter) ai flussi critici (VoIP, videoconferenza) rispetto al traffico best-effort. Fondamentale nelle reti convergenti.
In un attacco DDoS (Distributed Denial of Service), l'obiettivo è:
Spiegazione
Un DDoS usa una botnet (molti sistemi compromessi) per saturare le risorse del target (banda, CPU, memoria) rendendolo irraggiungibile ai legittimi utenti. Diverso da un attacco di esfiltrazione dati.